Granoturco
ITE-AGO00-0000001865
Granoturco
Dice che nel campo di granoturco i solchi, e righje, in cui si semina, vanno sempre da est verso ovest. Vengono tirati con ur rigù, cfr. disegno. Poi il seme e questo solco vengono ricoperti con un rastrello corto, rastelì, oppure con la żapa. Poi si sarchia, zapà. Poi si rincalza, s’enculma. Il granoturco si semina il 25 di marzo. Passato circa un mese, quando il granoturco ha cinque foglie, si sarchia. In giugno si rincalza. Le file rincalzate = e cùlem plurale, ü cùlem singolare, hanno distanza di 75 centimetri. In genere le foglie si lasciano. Solo se il fieno è poco, come quest’anno, si tolgono le foglie e si tagliano via le cime quale foraggio. Raccolto = la endümia dela mèlga, all’inizio di ottobre. Molti lasciano in piedi i fusti, melgàs, e ne tolgono i canù, altri tagliano la pianta con la roncola e solamente dopo tolgono le pannocchie. Da queste si tolgono i cartocci, tranne cinque o sei, scarfoià: i scarfòi = i cartocci sono usati per i sacconi. Con le pannocchie si fanno dei mazzi, e maze, legando assieme i cartocci, poi vengono appesi a seccare a l’armada, la rastrelliera nel loggiato di casa, che viene chiamata da molti anche la spaléra. Verso Natale il granoturco è completamente maturo, = l’è staṡunada la mèlga. Poi le pannocchie vengono sgranate in una stanza battendole con bastoni corti, bastù. I tutoli senza grani = u zunèt singolare, plurale i zunèc’, vengono bruciati. Nel campo di grano: Se l’anno è precoce, si possono strappare le piante di granoturco prima che venga seminato il grano e spianare per bene tutto il campo con l’erpice. Ma questo si verifica solo raramente. Per lo più verso la fine di settembre si deve seminare tra il granoturco, che si raccoglie solo alla fine di ottobre. Allora, prima della semina, si deve spianare con la zappa tra le file di granoturco e sarchiare senza danneggiare i fusti del granoturco, affinché questo possa ancora maturare. Nel campo di granoturco spianato, si semina con l’usuale gesto semicircolare in diagonale. Quando si raccoglie il granoturco, dice che il grano è già alto un buon 10 cm e non dev’essere calpestato. In primavera, con la marasa, si taglia quello che rimane dei fusti del granoturco, i stungiù. (In autunno i fusti tagliati del granoturco, i melgàs, sono stati legati a mazzi, i fasì, e con essi si fa un alto mucchio di forma conica di fusti messi in piedi, in basso tenuti larghi, in alto legati stretti con corde e verghe, ul poiàch. Rimane fuori all’aperto per tutto l’inverno.) Pertanto si può lavorare con l’erpice relativamente di rado, l’érpech, cfr. disegno, tirato per lo più da un uomo (o da due), perché, dice, l’asino sprofonda.
PICINALI QUIRINO informatore
SCHEUERMEIER PAUL ricercatore
MONOGRAFIA / APPROFONDIMENTO ETNOGRAFICO
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Approfondimento Etnografico Gandino [monografia/approfondimento etnografico]
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