La memoria delle città e delle campagne, la ritualità festiva e le celebrazioni religiose, lo spettacolo e la musica di tradizione, la maestria dei saperi tecnici, artigianali e naturalistici sono i temi trattati dai 29 progetti approvati da Regione Lombardia, finalizzati alla realizzazione del Registro delle Eredità Immateriali della Lombardia – R.E.I.L., un progetto coordinato dall’Archivio di Etnografia e Storia Sociale della Direzione Generale Cultura.

È questo uno degli esiti della legge regionale L.r. 27/2008 che ha fatto proprio lo spirito della Convenzione Unesco del 2003 per la “Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale”, e così definito nel testo della Convenzione: “ le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze il know-how che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui, riconoscono come parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso di identità e continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.”

Si tratta di un patrimonio culturale fragile e disperso che Regione Lombardia intende documentare e valorizzare: operazione che oggi è possibile soprattutto grazie ai nuovi mezzi della tecnologia digitale e al web, per trasmettere la conoscenza e facilitarne la trasmissione alle generazioni future.

Un’operazione di politica culturale che favorisce la riappropriazione della “creatività”, una componente da sempre appartenuta alle multiformi espressioni del patrimonio culturale immateriale, intorno alla quale si riconoscono grandi e piccole comunità.

Il R.E.I.L. si articola – coerentemente con le indicazioni Unesco – in cinque settori:

Registro dell’Oralità, dedicato alle tradizioni orali (formalizzate e non), alle modalità espressive, ai registri linguistici, ai valori e alle memorie collettive;

Registro delle Arti e dello Spettacolo, dedicato alle performance artistico-espressive, come la musica, il ballo, il teatro, le arti figurative, fino a comprendere le rappresentazioni tradizionali dello spettacolo di piazza e degli artisti ambulanti;

Registro delle Ritualità, dedicato ai riti religiosi e laici, alle feste, alle pratiche sociali collettive legate ai cicli di vita e dell’anno, all’intrattenimento e ad altri momenti significativi della vita culturale dei singoli e delle comunità;

Registro dei Saperi Naturalistici, dedicato alle pratiche e alle conoscenze legate alla natura e all’universo;

Registro dei Saperi Tecnici, dedicato alle tecniche lavorative e ai saperi agricoli e artigianali collegati alla produzione di oggetti duraturi ed effimeri, all’alimentazione, all’allevamento, alla caccia e pesca, ecc.

Nell’invito pubblico finalizzato alla realizzazione del Registro – rivolto per il 2010-2011 a Enti locali, organismi non lucrativi, enti culturali, ma anche a detentori pubblici o privati di fondi e raccolte relative a tutto quanto attiene il patrimonio culturale immateriale del nostro territorio – sono stati richiesti progetti che proponessero nuove forme di comunicazione, con particolare attenzione al coinvolgimento e alla partecipazione della popolazione.

Azioni esemplari rivolte alla sensibilizzazione verso il patrimonio immateriale e alla sua conoscenza, che concorrono allo sviluppo locale in termini di sostenibilità. La promozione di questi interventi può produrre un forte impatto sulle realtà locali, accrescere la consapevolezza verso le risorse culturali dei territori e il loro riuso, favorire il rafforzamento del legame tra beni culturali e identità territoriale e coinvolgere le generazioni più giovani in esperienze dirette di ricerca sul patrimonio culturale immateriale.