Strumenti Musicali > Piffero > Storia > La storia   
Strumenti Musicali > Piffero > Storia > La leggenda   
AESS Archivio di Etnografia e Storia Sociale
Gli aerofoni conici ad ancia doppia sembrerebbero trovare origine nel medioevale oboe islamico, a noi giunto attraverso radicali e molteplici trasformazioni, anche se strumenti affini sono già testimoniati nell'Italia romana.
Queste trasformazioni hanno prodotto tre tipologie diverse di oboe, ognuna con proprie varianti: il surna Immagine indiano, la bombarda Testo Immagine rinascimentale europea e una categoria in cui è collocabile il piffero delle Quattro Province. Il piffero di cui parliamo farebbe dunque parte di un gruppo di strumenti arcaici, che si sono rinnovati e differenziati nella forma senza perdere le caratteristiche originarie. Sviluppatisi in Europa durante il Medioevo sono vissuti a fianco, ma in disparte, rispetto alla famiglia dei legni ad ancia ampliamente impiegati nella musica rinascimentale "colta".
Il piffero si presentava in contesti di tipo rituale, cerimoniale, festivo, di danza. Numerose sono le fonti iconografiche Immagine e letterarie che lo rappresentano in coppia con la zampogna, in organici relativamente ampi o accompagnato dai tamburi.

O anche zurna, zorna ecc. Strumento aerofono usato nella musica turca e perso-arabica. È un oboe di legno tornito, con profilo conico sia interno che esterno, con padiglione svasato munito di ancia doppia. L'ancia è montata su un cannello metallico con disco labiale mobile. Lo strumento, con ancia "a schiacciamento", ricavata da uno stelo vegetale, presenta otto fori per le dita di cui uno posteriore. Solitamente è suonato utilizzando la tecnica del fiato continuo.

Nella musica del Rinascimento il termine individua una famiglia di strumenti a canneggio conico e ad ancia doppia, di legno, con padiglione svasato, con sette fori, di cui l'ultimo (tranne che per lo strumento più acuto, di misura minore) era munito di chiave contenuta all'interno di un manicotto protettivo. L'ancia era generalmente inserita in un supporto di legno tornito, detto piroetta (pirouette), sul cui bordo poggiavano le labbra del suonatore. Le bombarde più gravi montavano un cannello ritorto su cui era inserita l'ancia, senza l'utilizzo della piroetta. L'invenzione dell'oboe munito di chiavi, e utilizzato oggi nell'orchestra sinfonica, si fa risalire alla metà del XVII secolo, ad opera dei musicisti della corte di Luigi XIV di Francia.

Una delle figure mitiche della storia del piffero è il Draghino, suonatore originario della Val Boreca, in provincia di Piacenza.
Secondo la leggenda Draghino vive tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento e viene dipinto come uno straordinario musicista, capace di "trasformare i canti" in musica da piffero. Affascinante personaggio e grande seduttore si macchia di numerosi delitti che lo costringono alla fuga. Catturato e condotto nella prigione di Bobbio, secondo una versione della leggenda, è qui che il Draghino scrive la canzone del suo mitico viaggio, dall'arresto nei pressi di Cicagna, in Liguria, all'arrivo in prigione.
Un'altra versione della leggenda cambia il finale della storia. A Draghino, che è un "grande" suonatore, viene concessa la possibilità di scegliere se affrontare la forca o essere esiliato a Milano.
E Draghino sceglie l'esilio.
Un altro finale ancora lo vuole "magico" suonatore: incanta tutti con il piffero, nessuno riesce a smettere di ballare e fugge a Milano. Sarebbe morto nel 1848 durante le Cinque giornate.
Giacomo Sala
Surna
Fonti iconografiche
Bombarde rinascimentali
 
Regione Lombardia Glossario | Bibliografia | Indici | Versione PDF | Credits